L’ennesima bugia di Virginia Raggi

Virginia-RaggiLa sindaca di Roma, che rischia il processo per abuso d’ufficio e falso per le nomine di Romeo e Marra, è un’esperta dell’arte della menzogna. Ma il suo problema è che viene sistematicamente smascherata

di EMILIANO FITTIPALDI
L’Espresso – 20/06/2017

Il sindaco Virginia Raggi è una bugiarda. Non serviva il provvedimento di chiusura indagini della procura di Roma per sostenerlo, ma ora che il primo cittadino della Capitale si avvia verso un processo per falso, sarà più difficile per i suoi sostenitori difendere le arzigogolate e surreali dichiarazioni autoassolutorie della sindaca a Cinque Stelle.
La storia è nota, e riguarda la promozione di Renato Marra a capo del Dipartimento del Turismo avvenuta qualche mese fa. Una promozione avvenuta dopo l’inchiesta de L’Espresso che a settembre e ottobre svelò i rapporti corruttivi tra il braccio destro della sindaca, Raffaele Marra, e il costruttore Sergio Scarpellini.
Nonostante le inchieste giornalistiche e i dubbi crescenti di parte del Movimento ( Roberta Lombardi arrivò a definire Raffaele Marra «un virus che ha infettato il M5S», Virginia non solo decise di tenere vicino a sé il suo Rasputin, ma gli consegnò di fatto le chiavi del Campidoglio. Concedendogli carta bianca su strategie e nomine politiche. Fu Raffaele, infatti, a seguire le procedure per la promozione del fratello.

Dopo che l’Anac di Raffaele Cantone segnalò ufficialmente il rischio evidente del conflitto d’interessi, la Raggi per proteggere il suo consigliere spiegò ai dirigenti dell’anticorruzione che fu lei, e non Raffaele, a scegliere in piena autonomia lo scatto di carriera (e di stipendio) di Renato. Una balla sesquipedale, smentita in pochi giorni dalle conversazioni trovate dai pm di Roma nella chat tra Raggi e Marra su Telegram: «Raffaele, questa cosa dello stipendio mi mette in difficoltà, me lo dovevi dire». Virginia aveva infatti letto i dettagli dell’aumento sui giornali, notizie di cui era totalmente ignara. Il messaggio secondo i magistrati evidenzia in maniera inconfutabile che la Raggi ha mentito. All’anticorruzione, certo. E ai cittadini romani pure.
La sindaca è un’esperta dell’arte della bugia. Il suo problema, però, è che viene sistematicamente smascherata: se è ancora indagata per abuso d’ufficio per aver promosso e triplicato lo stipendio al re delle polizze Salvatore Romeo (ma è possibile che il capo d’imputazione venga archiviato), restano nella memoria bugie e omissioni surreali («Raffaele Marra arrestato? È solo uno dei 23 mila dipendenti del comune») e altre più gravi, come quelle sul passato nello studio di Cesare Previti, sulla presidenza di una società dell’ex segretaria di Franco Panzironi, e soprattutto sull’ex assessore all’Ambiente Paola Muraro. La Raggi, infatti, nonostante fosse venuta a conoscenza dell’indagine sull’esperta di rifiuti, per 50 giorni in varie interviste aveva negato di sapere nulla su eventuali procedimenti giudiziari.
Una mentitrice seriale, insomma.
Chissà se Beppe Grillo, per salvare la barca che affonda, deciderà di ritirare fuori il post del blog scritto a dicembre e mai pubblicato in cui cacciava Virginia dal M5S. Probabilmente sarebbe troppo tardi. La fiducia dei cittadini romani, in effetti, sembra definitivamente compromessa.

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Il clan dei Casaleggi

Guzzanti - Lorenzo

Il clan dei Casaleggi

Pubblicato il 14 ottobre 2013 · in Schegge taglienti ·
di Alessandra Daniele

Dovrebbe ormai essere chiaro anche ai pù ingenui elettori grillini che il loro voto non è servito a un cazzo.
Nonostante tutti i loro proclami, i parlamentari 5 Stelle non riusciranno mai a combinare qualcosa di utile, non solo a causa della loro incapacità personale, ma soprattutto perché gli viene sistematicamente impedito dai loro ricchi padroni, Grillo, il ringhioso ex comico, e Casaleggio, l’inquietante sosia del Lorenzo di Guzzanti.
I parlamentari grillini hanno il guinzaglio molto corto. Le uniche iniziative che gli sono consentite sono quelle puramente simboliche, inutili, innocue. Se si azzardano a tentare di fare una delle cose per le quali sono effettivamente pagati – come presentare un emendamento per abolire una legge infame – vengono immediatamente bloccati, e puniti, specialmente se la loro iniziativa avrebbe avuto qualche probabilita di mettere realmente in difficoltà la maggioranza di governo.
Il M5S ha una disciplina e una rigidità gerarchica degne della Yakuza.
Evidentemente, nelle intenzioni dei suoi padroni, lo scopo del M5S è occupare lo spazio dell’opposizione senza fare davvero opposizione, raccogliere il voto diretto al cambiamento senza causare nessun reale cambiamento.
Il M5S è la lista-civetta più truffaldina che sia mai arrivata in parlamento, e trattandosi di quello italiano, è un record significativo.
Il fatto che i sondaggi gli accreditino ancora almeno un 20% di consensi è l’ennesima dimostrazione – dopo un ventennio di berlusconismo – di quanto gli italiani siano facili da truffare.
Il loro parere comunque non conta più un cazzo.
Occorre ripeterlo? Il governo Letta-BCE è intoccabile, persino per Berlusconi. E il M5S è lì a garantirgli la più cialtronesca, impotente, e innocua delle opposizioni possibili.
Salvare chi annega resterà reato.
Il relitto della democrazia italiana resterà una bara.

STELLE CADENTI

Liberthalia

Broken Falling Star (Kocoartgraphic)Ops! Mi si è ristretto il MoVimento!!!
Come quegli abiti scadenti che non resistono al primo lavaggio, il M5S non supera la prova bucato ed in soli tre mesi di (non) attività dimezza i consensi, franando nella palude dell’inconsistenza. Dallo tsunami alla pozzanghera.
Sarà colpa degli Illuminati.. delle scie chimiche.. dei folletti cattivi della rete e dei troll della ka$ta.. ma sembrerebbe che il “vaffanculo” più roboante le urne lo abbiano riservato proprio al ragionier Giuseppe Grillo, che ora avrà modo di apprezzare di persona le sue carinerie, restituite con gli interessi, e scoprire a proprie spese le gioie della “decrescita (in)felice”. Succede, quando si pretende di avere il 100% dei consensi, per poi scoprire con meraviglia di stare pesantemente sui maroni ad oltre il 80% degli elettori, francamente stufi delle inconcludenze, delle stravaganze millenariste, e degli starnazzi di una sgangherata confraternita di invasati.
Si tratterà pure di una…

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Utilità a Cinque Stelle

“Questi qui sono fuori dalla realtà, si devono arrendere, sono circondati e devono andare tutti a casa, promettiamo che se lo faranno di loro spontanea volontà non useremo violenza ma li accompagneremo gentilmente alla porta, sono banditi che continuano ad usurpare il potere, golpisti e ladri senza più seguito, per loro è finita, non esistono più, lo tsunami sta arrivando, e i morti viventi Pd e Pdmenoelle li spazzeremo via, tutti senza distinzione”.

Dall’alto del 14% di voti conquistati nella capitale, Beppe Grillo comincia a sperimentare sulla sua pelle la differenza tra fare una rivoluzione e fare politica.

La rivoluzione non ammette piani B. E’ tutto o niente. Nessuna alleanza, nessun dialogo, nessun compromesso. A noi il 100% e non ci fermeremo finché non ci arriveremo. E il resto del mondo è uno schifo uno zombie e una zozzeria.

La politica prevede invece per definizione compromesso, raggiungimento di obiettivi concreti, sensibilità ai mutamenti della realtà, elasticità nell’adattare i principi al realismo.

La rivoluzione ha poco tempo. Matura in silenzio, negli anni,  e quando si rivela si afferma improvvisa, la sua onda d’urto abbatte tutto cio’ che trova e vince. Qui e ora. Non c’è un primo e un secondo tempo.

La politica invece vive nel tempo. Conosce le battute d’arresto, ragiona anche sul breve e sul medio,  fa convivere nel suo progetto l’obiettivo contingente e la prospettiva  di lungo periodo.

Se Beppe Grillo non cambia musica, finisce che ad andare a casa sarà lui. Ma è difficile cambiare musica quando si ha un solo spartito da ripetere ad libitum.

Il loop grillino piace da morire ai militanti e ad alcuni milioni di elettori. E piacerà ancora. Ma  il bacino del consenso  resta chiuso nel suo recinto di inutile e presunta purezza. Quando non cala.

Con qualche centinaio di migliaia di attivisti certificati, e il 20% dei voti, al massimo fai colore. Ma non la cambi l’Italia. Soprattutto quando tre mesi prima avevi una  occasione forse irripetibile per cominciare a cambiarla, e hai preferito giocare a fare Narciso e la rivoluzione.

Perché l’Italia è un paese popolato da elettori volatili, infantili, viziati e frettolosi. Se gli prometti la luna, almeno qualche stella gliela devi dare. E presto. Altrimenti passa qualche mese ed è subito pronta a girarsi da qualche altra parte. Buttandosi in braccio al nuovo pifferaio, o a quello di prima.

Il Movimento Cinque Stelle è una realtà importante, forte e per alcuni aspetti anche positiva. Ma – azzardo una previsione – non solo non avrà mai il 100%, come preconizza il suo guru, ma nemmeno la maggioranza dei voti per governare il Paese da solo.

Per questo, se non cambia musica e si mette a fare politica, sarà tanto grosso quanto completamente, e tristemente, inutile.

Marco Bracconi, 27MAG2013

La terribile “Personalità Giuridica”

Liberthalia

Hokuto no Ken - Jagger

Istituzione fondamentale del Diritto privato, contemplata da oltre 2.000 anni nel Diritto romano, la “persona giuridica” è più antica della Divina Scuola di Hokuto e assai meno letale…
Fist of the North Star - KenshiroNon presuppone perversioni particolari, né inclinazioni psicotiche. Non prevede comportamenti devianti contrari alla morale ed al buoncostume. Non richiede cure mediche, né trattamenti clinici.
Spiegata in maniera molto semplice [QUI], affinché (si spera) persino gli ensiferi possano intendere:

Le persone giuridiche sono organizzazioni collettive, considerate come soggetti distinti dalle persone fisiche che le compongono ed esse stesse soggetti di diritto, dotate di capacità giuridica e titolari di diritti e doveri. Sono persone giuridiche le associazioni riconosciute, le fondazioni, i comitati riconosciuti, le società di capitali e gli enti pubblici.”

Detto in altri termini, con maggior pedanteria, direttamente dall’Enciclopedia Treccani:

La persona giuridica è quell’organismo unitario, caratterizzato da una pluralità di individui o da un complesso di…

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Le XII Tavole della Legge

Liberthalia

12-tavole

Nuntio vobis gaudium magnum. Habemus leges!
Finalmente il M5S ha presentato i suoi primi disegnini di legge…
Dodici è infatti il numero totale delle proposte depositate in Senato ed in Parlamento dal MoVimento uno e trino, convinto di essere unico: “Noi” siamo le Parti Sociali, l’Opposizione, il Popolo, nell’esclusività totalizzante (e totalitaria) di chi, in quanto diverso dagli “altri”, si crogiola tra i fumi di un microcosmo perfetto riservato agli eletti della setta dei puri e del loro profeta.
Questa è Gente che lavora: con i suoi 12 disegni di legge il sedicente Primo Partito d’Italia è ultimo in assoluto per attività legislativa, superato persino dal “gruppo misto” (43 ddl) e dal Südtiroler Volkspartei con le sue 52 proposte di legge. Non male per un partito (ops! MoVimento!) che vuole il 100% ed ha una produttività legislativa prossima allo 0%, ma pretendeva di rimettere tutti…

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