La quadra

Postato da il 1 giugno 2014

Il Movimento 5 Stelle non è un partito politico, è un partito di marketing.

Molti di voi in queste ore, nel sentire dell’ultima uscita di Grillo, stanno cercando un analisi, una spiegazione che dia un senso a quest’ultima uscita di Beppe Grillo, per capire perché sta inspiegabilmente attaccando i più affini Verdi per andare dietro all’UKIP di Farage.

Molti di voi non riescono a trovare il perché di questa virata, beh è inutile che continuiate a cercare, non lo troverete. Non lo troverete perché non c’è.

La verità, pura e semplice, è che non c’è perché è così e basta, e la ragione per cui è così è perché così conviene a Grillo e Casaleggio, che sono due uomini di marketing che puntano solo ad avere il massimo risultato in termini di consenso, alle urne e nei sondaggi.

Questa è.

Lo so che molti di voi hanno idee diverse, si sono fatti un idea (di destra o di sinistra) di cos’è il Movimento 5 Stelle e che siete frastornati a causa delle tante cose dette, delle giravolte, delle dichiarazioni (spesso prive di senso, vedasi quelle di Di Maio) dei maggiorenti del Movimento, ma è inutile che continuiate ad arrovellarvi, semplicemente state vedendo la cosa dal lato sbagliato.

Il Movimento 5 Stelle un anno fa, poco prima delle elezioni, andava parlando di quant’è bello il modello Sicilia, quello con PD e M5S coalizzati per l’amministrazione di quella regione. Passano le elezioni e la musica cambia dall’oggi al domani: Grillo urla “volevate un alleanza col PD ? Avete sbagliato a votarci”.

Grillo parlava di possibili alleanze se il PD avesse votato Rodotà come Presidente della Repubblica. Passano le elezioni e la musica cambia, e Rodotà diventa “ottuagenario scongelato dalla rete”.

Anche qui la musica è la stessa, un giornale che di sicuro non infama il Movimento 5 Stelle (Il Fatto Quotidiano) dice che gli accordi preliminari fra M5S e UKIP sono iniziati un mese fa e nonostante questo Grillo fino a dieci giorni fa era in piazza a gridare “Berlinguer”.

E’questa la vera anima del Movimento 5 Stelle. Non cercate oltre, non guardate dietro, non c’è altro dietro. Non c’è nient’altro.

Prendi i voti e scappa.

Questo è Grillo e questo è il Movimento 5 Stelle. A posteriori ci sarà sempre un utile idiota che giustificherà le posizioni, i cambi d’opinione, le uscite ed i riposizionamenti, ma non perché ci crede… non perché sa qualcosa più di voi o perché cerca di spiegarvi qualcosa, solo perché quello è il suo ruolo, quello è il suo lavoro e se è nel Movimento 5 Stelle è solo per quello, per continuare a cantarvela.

Non ascoltateli perché, lo vedete da voi, non stanno dicendo niente. Sono frasi di circostanza e cambi di posizione utili solo sull’immediato e che fanno a cazzotti con tante altre posizioni, uscite e scelte fatte appena pochi mesi fa.

Questo è Grillo e questa è l’emanazione di Grillo.

In una stanza c’è il capo ed il suo vice che per ragioni che non sono note (e che, alla fine, non c’interessano) decidono di fare questo o quello, d’andare di qua o di la, di spostarsi su una posizione o su un altra, e questo solo in base a proiezioni; e questo solo in base a stime di cosa gli conviene fare, di dove possono maggiormente recuperare voti e di come meglio possono infilarsi in questo o quel consesso.

Vedete in questo momento ? Grillo sta facendo una campagna d’indottrinamento sul suo blog per spiegare che Farage è buono e giusto, e dopo averla fatta, quando sarà ragionevolmente sicuro d’aver intortato i suoi, solo a quel punto farà un voto su quest’alleanza (e solo con Farage, i Verdi non li guarda neppure).

E se andasse male ? Allora troverà un modo per stravolgere la cosa e portare avanti quella che è la decisione, già presa, già metabolizzata, già “direttrice” che va avanti da oltre un mese, con buona pace della democrazia diretta… esattamente come ha fatto quando s’è trattato d’andare a parlare con Renzi.

Questo è.

Grillo e Casaleggio hanno deciso che gli conviene stare con l’UKIP perché possono fare casino, non impegnarsi e perché a sinistra non hanno margini per crescere mentre a destra ci sono e possono approfittarne solo se si muovono subito, per questo Grillo ha deciso d’andare verso l’UKIP.

Fine.

Non c’è nient’altro dietro. Non c’è una linea politica, non c’è un ideologia, non c’è neppure un ricordo del passato… e se quelli che erano sul palco a far campagna elettorale con Grillo fino alla settimana scorsa dicono “l’UKIP non va bene” anche quelli possono essere presi e mandati a quel paese oggi stesso, perché non servono più.

E’tornato Becchi sul blog di Grillo, perché serviva uno che dicesse “viva Farage” e quindi lo ritirano dentro.

E palese come funziona il giocattolino.

Svegliatevi ed iniziate a guardare indietro, la situazione è questa e non basta tutta la buona volontà del mondo per continuare a non voler vedere quello che è sempre più evidente.

Se volete solo vincere, come fosse un campionato di calcio, Grillo è l’uomo che fa per voi (anche se oggi come oggi non sembra in grado di vincere), se cercare qualcuno che faccia quel che dice invece no. Grillo non è interessato a fare, vuole solo sempre più potere, sempre più seggi, sempre più rilevanza… e se per farlo bisogna inneggiare contemporaneamente a Thatcher e Berlinguer sia, lui è “postideologico”.

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