Il wi-fi rende liberi

di Marco Bracconi (14/04/14)

Onore al merito di Beppe Grillo, che con rara abilità scrittoria  ha parafrasato le parole di Primo Levi sull’umanità devastata dal lager. Un modo originale e di sicuro effetto per raccontare l’Italia di oggi.

Una prova da far tremare i polsi, ostica  per chiunque. N on era facile confrontarsi con un modello letterario così alto, tanto terribile e a tal punto tragico.   Ma  il capo dei Cinque Stelle l’ha brillantemente superata.

Naturalmente, per cotanto sforzo formale, bisognava pagare un prezzo ai contenuti.

Offendere alcuni milioni di morti, per esempio. E offendere la proprietà transitiva,  che vuole che se le cose stessero come dice lui oggi i suoi bei capelli cacio e pepe sarebbero ammonticchiati con quelli di tanti altri, in qualche magazzino sorvegliato da pastori tedeschi, in attesa di abbellire le bambole ad uso dei figli di Renzi o dei nipotini di Napolitano.

Se così fosse, nella Auschwitz Italia lui non girerebbe coprendosi il viso, ma starebbe nudo in mezzo alla neve legato a un palo. Unica concessione, in quanto recluso eccellente, la correzione della scritta sul cancello d’ingresso.

Il wi-fi rende liberi.

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