Decide la Rete

Il Democratico di Marco Bracconi

Sull’espulsione decide la Rete, sul candidato al Colle decide la Rete, su glutammato nel minestrone decide la Rete. Così recita il mantra della democrazia 2.0, e una certa prigrizia ci porta ad assecondare ambiguità che invece vanno disvelate senza indugi.

La rete dei Cinque Stelle non è la Rete. Sono gli attivisti certificati del Movimento che si esprimono via web. Trattasi di cose un po’ diverse. E l’ambiguità (insistita e voluta)  serve a dissimulare il parere di un numero ristretto e fidato di persone per poterlo vendere in modo truffaldino come il volere dei “cittadini”.

Sia detto chiaro. La Gambaro non sarà espulsa dalla Rete, ma dai militanti del Movimento che voteranno su Internet. Esattamente come Stefano Rodotà non era il candidato presidente della Repubblica scelto dai cittadini, ma il candidato votato da un po’ meno di cinquemila attivisti grillini.

La distinzione è sottile ma decisiva. E rende giustizia a tutti i cittadini che navigano su Internet, che sono anche loro la Rete ma non sono certificati dai nuovi padroni del civismo on line.

Vale a dire da coloro che si riempiono la bocca della parola democrazia, e poi si muovono come se Internet e la democrazia fossero roba loro, invece che di tutti.

(18/06/13)

 

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